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Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

Teresa nacque il 2 gennaio 1873 ad Alençon da Louis Martin orologiaio,e Marie-Azélie Guérin Martin, chiamata anche Zélie, rinomata come merlettaia esperta nel noto "punto di Alençon". Ebbero nove figli, dei quali quattro morirono entro la prima infanzia e cinque figli raggiunsero l’età adulta, tutte femmine e tutte poi divenute suore:

Marie (22 febbraio 1860) carmelitana a Lisieux — con il nome di suor Marie du Sacré-Cœur

Pauline (7 settembre 1861)carmelitana a Lisieux — suora e poi madre Agnès de Jésus

Léonie (3 giugno 1863) nell'ordine religioso delle clarisse 1886 poi visitandina a Caen (1894) — suor Françoise-Thérèse

Céline (28 aprile 1869)carmelitana à Lisieux — suor Geneviève de la Sainte-Face

Thérèse (2 gennaio 1873) carmelitana a Lisieux (1888) — suor Thérèse de l'Enfant-Jésus et de la Sainte-Face — morì il 30 settembre 1897 e fu canonizzata nel 1925.

Cresce in una famiglia di devoti cattolici. I coniugi Martin hanno una situazione economica molto florida, ma trovano il tempo di dedicarsi anche ad opere caritatevoli, accogliendo viandanti, assistendo malati e anziani.

La madre si ammala gravemente di tumore e muore il 28 agosto 1877, dopo una lunga agonia. Rimasta così orfana a quattro anni e mezzo,  sua sorella Pauline fu allora da lei scelta come “vice-madre”.

Il 16 novembre 1877 Louis e le sue cinque figlie si trasferiscono a Lisieux, per avvicinarsi a Isidore Guérin, fratello di Zélie, e alla sua famiglia.

Nel corso dell'estate 1882, Teresa viene

 a conoscenza del fatto che sua sorella Pauline sta per entrare al Carmelo. La prospettiva di perdere la sua «seconda mamma» la porta alla disperazione. In seguito anche la sorella Marie, che dopo l’entrata in convento di Pauline l’aveva seguita nella sua formazione scolastica e religiosa, entra nel Carmelo.

Nella notte di Natale dei suoi quattordici anni, in seguito ad un avvenimento in sé abbastanza banale, ebbe una grazia tutta particolare che le fece riscoprire in sé “la forza d’animo perduta all’età di quattro anni, il suo equilibrio e la piena padronanza di sé”. Fu quello per lei un avvenimento importantissimo, che ella non esitò a definire la sua “conversione”; con esso incominciò il terzo periodo della sua vita, decisivo per la sua santificazione. In effetti, la conversione di Natale fu “completa”. Teresa iniziò da allora “la sua corsa di gigante”. Si sentì spiritualmente accesa da un grande fuoco di amore verso Dio, di amore e comprensione verso il prossimo, di zelo apostolico per le anime e per la loro salvezza.

Teresa si sente ormai pronta ad entrare al Carmelo di Lisieux. Sebbene le monache del Carmelo avessero dato il loro parere favorevole, e il padre e lo zio, avessero dato la loro autorizzazione, per la sua giovane età trovò le obiezioni del parroco di Saint-Jacques, il canonico Jean-Baptiste Delatroëtte, che le consigliò di rivolgersi al vescovo. Nel novembre 1887 il vescovo di Bayeux, Flavien-Abel-Antoine Hugonin, le negò il permesso e lei intraprese con il padre Louis e la sorella Céline un viaggio a Roma per rivolgere questa sua richiesta direttamente a papa Leone XIII. Durante la visita, Teresa si inginocchia piangendo davanti al pontefice, dicendogli: «Santissimo Padre, ho una grande grazia da domandarvi». Il vicario spiega che si tratta di una ragazza che vuole entrare al Carmelo. «Bambina mia, fate quello che vi diranno i superiori», dice allora il papa a Teresa. Lei però insiste: «Santissimo Padre, se voi diceste di sì andrebbe bene a tutti!». Papa Pecci replica allora: «Andiamo, andiamo: entrerete se il buon Dio lo vuole!».Qualche mese dopo, il 9 aprile 1888, a poco più di quindici anni, Teresa assume il nome di "Teresa del Bambin Gesù" (in seguito inteTeresa per ispirazione Divina comincia a vivere la piccola via, la prova su se stessa, la fa sua e dopodiché comincia a diffonderla. La miglior sintesi della piccola via la troviamo nel manoscritto B: Gesù si compiace di

mostrarmi l'unico cammino che conduce a questa Fornace Divina. Questo cammino è l'abbandono del bambino che si addormenta senza timore fra le braccia di suo padre (MS B ).

 

LaPiccola Via

 

I punti fondamentali della piccola via sono:

 

La fiducia

L'abbandono

La povertà spirituale

La piccolezza

 

Teresa è audace nella fiducia, nella fede,  nella speranza, nell'amore. Vive una relazione intensa con Dio, è fermamente convinta di quello che prova, è una ragazza innamorata: È la mia stessa debolezza che mi dà l'audacia di offrirmi come vittima al tuo amore (Ms B, 3v).

Teresa ci conferma come lo spirito di infanzia sia un punto fermo della piccola via. Uno spirito di infanzia che non deve essere confuso con infantilismo. Lo spirito di infanzia è soprattutto una fiducia totale in Dio, è un diventare semplici e puri di cuore come bambini. L'abbandono in Dio, secondo Teresa, è strettamente collegato all'infanzia spirituale, in quanto il bambino piccolo dipende dagli altri come noi dobbiamo dipendere da Dio, fidarci!

La povertà spirituale è il cuore della piccola via: ed è necessario acconsentire a restare poveri e senza forze: ed ecco il difficile poiché il vero povero in spirito dove trovarlo? Bisogna cercarlo molto lontano (lettera 197).  Secondo Teresa la cosa più difficile ovviamente è rimanere poveri di spirito, cioè dipendere sempre da Dio, dalla sua Grazia; di non ricercare le ricchezze spirituali che potrebbero farci riempire di superbia e di orgoglio e quindi renderci ai nostri occhi simili Dio.

Il povero in spirito vive giorno per giorno senza accumulare. La povertà spirituale è l'obiettivo finale di un cammino, è la gioia perfetta che ci rende simile a Cristo che da povero ha salvato il mondo.Teresa ripete spesso che la vita spirituale cristiana non è un crescere,  sentirci migliori degli altri, ma è un diventare piccoli, un abbassarci che permette a Dio di operare in noi con tutta la sua forza, la sua volontà, il suo amore.  Permettendo in questo modo di rendere la nostra anima santa. Dio cerca sempre il più piccolo e il più povero proprio per realizzare le sue meraviglie.

 

Suor Maria della Trinità è una novizia molto legata a Santa Teresa, che ha testimoniato nel processo di beatificazione. Ed è proprio lei che ci regala brevi scambi di battute e ci permette di conoscere meglio la Santa dei piccoli.

Un giorno le chiede chi le avesse insegnato la piccola via e lei risponde: È Gesù stesso che mi ha istruita. Nessun libro e nessun teologo mi hanno insegnato e pertanto sento in fondo al mio cuore che sono nella verità. Non ho ricevuto incoraggiamento da nessuno, tranne che da Madre Agnese di Gesù e, quando si è presentata l'occasione di aprire la mia anima, ero così poco capita che dicevo al buon Dio, come San Giovanni della croce: non mandatemi più d'ora innanzi messaggeri che non sappiano dirmi che cosa voglio. Un giorno in cui manifestava il suo desiderio di avere più forza ed energia per praticare la virtù, Teresa le risponde: e se il buon Dio ti vuole debole e impotente come un bambino credi di averne meno merito? Accetta dunque di vacillare ad ogni passo, persino di cadere, di portare la tua croce debolmente, ama la tua impotenza, la tua anima ne ricaverà più profitto che se, trasportata dalla grazia, compi con slancio azioni eroiche, le quali riempirebbero il tuo animo di soddisfazione personale e di orgoglio. In un'altra occasione la tira su di morale e le dice: una pena che abbatte e scoraggia viene dall' amor proprio; una pena soprannaturale ridona coraggio, da un nuovo slancio per il bene; si è felici di sentirsi deboli e miseri, perché più lo si riconosce umilmente, aspettando tutto gratuitamente dal buon Dio senza nessun merito da parte nostra, più il buon Dio si abbassa verso di noi, per colmarci dei suoi doni con generosità.

Teresa domanda un giorno a Suor Maria della Trinità se dopo la sua morte avrebbe ancora seguito la piccola via di fiducia e di amore e Suor Maria della Trinità le risponde che sicuramente anche se il Papa le avesse detto che non era giusta lei avrebbe continuato a seguire il suo esempio e Teresa le risponde: oh! bisognerebbe credere al Papa prima di tutto, ma non aver paura che lui venga a dirti di cambiare vita; non gli lascerei il tempo, perché se, arrivando in cielo, venissi a sapere che ti ho indotto in errore, otterrei dal buon Dio il permesso di venire immediatamente per avvertirti. Fino allora credi che la mia via è sicura, e seguila fedelmente.

Teresa in più di un'occasione fa sapere che desidera, dopo la sua morte, ritornare sulla Terra, per aiutarci in questo cammino. Desidera che Dio sia conosciuto... che lo si faccia conoscere ed amare. Ci sono infatti varie occasioni in cui fa presente il suo desiderio: nel mese di marzo suor Maria del Sacro Cuore, vedendola in preghiera nel romitorio di San Giuseppe: le domanda che cosa chiedi con tanto fervore? Le rispose: chiedo a San Giuseppe di voler proprio sostenere presso Dio il mio grande desiderio di tornare sulla terra... Un altro giorno Madre Agnese di Gesù le chiese spiegazioni sulla via che si diceva volesse insegnare alle anime dopo la sua morte. E lei: Madre mia è la piccola via: è il cammino della fiducia e dell'abbandono totale. Voglio insegnare loro i piccoli mezzi che mi sono così perfettamente riusciti, dire loro che quaggiù non c'è che una sola cosa da fare: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze, e così che io l'ho preso, ed è per questo che starò così bene accolta.

 

E spiega in  modo pratico quali sono questi fiori da offrire a Gesù, i modi per seguire questa piccola via:

 

1) sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze e invece di fidarsi dei più piccoli atti che si vedono fatti.

2) non curarsi di essere giudicati bene dagli altri.

3) fare per le persone antipatiche, tutto quello che si farebbe per le persone simpatiche.

4) non scusarsi né difendersi mai delle accuse.

5) non avvilirsi nel vedersi deboli e imperfetti anzi averne motivo di gioia perché Gesù copre la moltitudine di peccati.

6) dare a chi chiede con malagrazia rispondendo con gentilezza

7) essere infelici se ci prendono qualcosa di nostro o ci si chiede un servizio che non ci spetta, essere contenti di interrompere per carità un lavoro in corso.

8) non cercate consolazioni umane ma lasciate tutto a Dio.

9) se si deve riprendere qualcuno accettare la sofferenza di doverlo fare pur sentendosi incapaci e non all'altezza.

 10) non cercare di attirare a sé gli altri ma condurli a Dio da servi inutili.

11) accettare le umiliazioni e le critiche con gratitudine.

12) cercare la compagnia delle persone meno gradite agli altri li avvicineremo a noi e correranno dietro l'amore di Dio.

Questi sono alcuni dei suggerimenti che ci dà Teresa di Lisieux. Vi consiglio con tutto il cuore la lettura della sua autobiografia e dei suoi scritti, un viaggio meraviglioso che vi porterà a scoprire Dio da un'altra angolazione.

 

Libri consigliati:

Storia di un'Anima

 

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