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Le origini del culto

Il simbolo del cuore è di derivazione biblica, infatti nella Bibbia la parola cuore, in ebraico lev-levav, è usata il più delle volte come significato simbolico. Per l’uomo biblico, Dio ci ha donato il cuore per pensare e per conoscere. Un secondo significato del termine cuore è Memoria, ricordare; anche in italiano il verbo ricordare viene da cuore, e ricordare vuol dire essere fedele. Nella Bibbia la parola cuore viene usata anche per indicare i sentimenti: gioia, desiderio, gratitudine, fiducia, amarezza. Possiamo quindi dire che il cuore è lo specchio dell’anima.

Il Cuore di Gesù è la sorgente da cui sgorga l’acqua viva della salvezza, è il centro del Cristianesimo, è l’amore che ci salva e ci fa vivere eternamente in Dio.

Nei primi secoli del Cristianesimo i Padri della Chiesa comprendono che lo scopo della natura umana di Gesù fu quello di donarci la salvezza eterna e di manifestare a noi il suo Amore Infinito.

Alla fine del X sec. Si diffuse la devozione alle cinque piaghe di Gesù, nata nei monasteri, si diffuse tra il popolo grazie alla predicazione dei francescani e dei dominicani alla fine dell’ XI sec. Nello stesso periodo si cominciò ad associare il cuore fisico di Gesù, trafitto dalla lancia, sulla croce, al suo amore per noi; fu san Bernardo, il primo a parlare del Cuore di Gesù. Era una devozione limitata ad un culto privato, specie dei monaci e quindi non aveva autorizzazione ufficiali, nè diffusione popolare, fino a quando tra il XII e il XIII secolo fu diffuso fuori dai conventi da mistiche medievali. In un convento benedettino, in Sassonia, Santa Matilde di Magdeburgo, la badessa Gertrude di Hackeborn e Santa Gertrude la Grande, e furono favorite da visioni del sacro cuore e illuminate sul dover diffondere la devozione a tutta la chiesa. Vissero per molti anni nello stesso convento ad Helfta e Matilde di Hackeborn contemplò nel cuore di Gesù, il rifugio in cui trovare la pace, la gioia, anche nei periodi di dolore. Fu, però Gertrude la Grande che contemplò il cuore di Cristo risorto diffondendone la devozione. Per lei la spiritualità del sacro cuore era un invito alla gioia, all’abbandono fiducioso in Lui, e per avere maggiore intimità con Cristo era necessaria la partecipazione alla liturgia e alla mensa eucaristica.

Durante il Rinascimento, un ruolo speciale lo ebbe San Francesco di Sales che insegnò l’imitazione dei sentimenti divini, quali l’umiltà, la dolcezza, la pazienza e a conformare il nostro cuore umano a quello divino. Importanza particolare si ha con San Giovanni Eudes che per primo accostò i due Cuori. Ma la devozione al Sacro Cuore di Gesù crebbe intorno al 1680, grazie a Margherita Maria Alacoque, di Paray-le-Monial. A questa suora visitandina va associato San Claudio De La Colombiere, che tanto si impegnò per la diffusione della devozione.

 

San Giovanni Eudes nacque il 14 novembre 1601 nel villaggio di Ti, in Normandia. I suoi genitori avevano pregato per tre anni, la Vergine Maria, prima di riuscire ad averlo. Quando la madre rimase incinta adempirono al loro voto, offrendo il loro bambino alla Vergine. Ebbero poi sei figli. Giovanni già da bambino mostra interesse per la messa e per la preghiera, viene iscritto al collegio gesuita di Caen. A 14 anni entra a far parte della congregazione Mariana e fa voto di castità perpetuo. A 19 anni si sentì chiamato per il sacerdozio ed entrò nella società dell'oratorio di Gesù e Maria Immacolata. Viene ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625. Nel 1627 si recò a Caen come predicatore, confessore e direttore spirituale. Dal 1631 si impegnò nelle missioni popolari percorrendo la Normandia. Riusciva ad attirare e convincere chiunque lo ascoltasse. Il suo confessionale era sempre pieno, aspettavano in attesa anche giorni. Giovanni comprese ben presto, che le missioni, attiravano sì gente, ma era una attrazione passeggera, se mancava l'esempio dei preti. Decise così di richiamare gli uomini e i futuri sacerdoti al cuore; mostrando il cuore sacerdotale di Cristo e il cuore materno di Maria. Ogni sacerdote ne deve essere testimone e apostolo. Giovanni decise di aprire delle case per la formazione dei candidati all'Ordine. Trovò opposizione dal superiore dell'oratorio di Caen, abbandonò quindi l'istituto e istituì il 25 marzo 1643 la Congregazione di Gesù e Maria, con lo scopo di formare il clero e di offrire missioni parrocchiali. Giovanni Eudes, desiderava avvicinare le anime pentite all'Amore Divino. Predicava la bontà di Cristo e mise in relazione la carità infinita di Gesù con il suo cuore umano. San Giovanni Eudes è il primo teologo che ha trattato della devozione al cuore di Gesù. Ebbe ostacoli e opposizioni, ma era convinto che questa devozione era un disegno provvidenziale. Spiegò come il Cuore di Gesù e quello di Maria sono simili,e  costituiscono un solo e stesso cuore. Ci insegna così a guardare il cuore di Gesù, ma anche a seguirlo ed accoglierlo, poichè ci viene donato perché sia nostro. In questo cuore donato per amore ci troviamo Gesù, unito a Dio Padre e allo Spirito Santo, ma c'è anche il cuore di Maria e di tutti gli uomini. Morì il 19 agosto 1680, fu beatificato da Pio X nel 1909 e santo il 31 maggio 1925 da Pio XI

 

 

Margherita Maria Alacoque

 

Margherita Maria Alacoque nacque a Lhautecour il 22 luglio 1647, da Claudio Alacoque e da Filiberta Lamyn. La sua madrina di battesimo, Margherita di Saint-Amour, quando la piccola aveva 4 anni chiese e le fu concesso di portarlo con sè nel castello di Corcheval, dove la affidò alle cure di due domestiche. A Margherita Maria non piacevano i giochi e il chiasso dei suoi coetanei, e preferiva nascondersi nel parco per pregare Dio.

All’età di 8 anni rimane orfana di padre e la madre, che doveva accudire altri 5 figli, la affida alle religiose di Santa Chiara a Charolles, dove a 9 anni fa la prima comunione. Poco dopo si ammala e la mamma la riporta a casa. Per quattro anni, rimase ammalata, debole, senza poter neanche camminare, fino a quando la madre chiede la grazia della guarigione alla Vergine, promettendole che la figlia sarebbe stata sua… e così fu.

Margherita crescendo era attratta dal mondo, dall’eleganza di vestiti, dalle conversazioni mondane. Ma Dio, geloso, la richiama attraverso afflizioni ad una vita più severa. In casa con Margherita Maria e la mamma, inferma, vivevano tre donne, dispotiche, severe e che credevano di essere le padrone, togliendole tutta la libertà. Così Margherita Maria ricorreva a Gesù nell’eucaristia, che la invitava alla vita religiosa. Soccorreva i poveri, insegnava ai loro figli il catechismo e non le mancavano i corteggiatori. Ebbe il sacramento della Cresima nel 1669. La madre cominciò a peggiorare e lei era divisa tra il dover rimanere al capezzale della madre o seguire la via chiesta dal Signore. Alla fine scelse di obbedire alla chiamata di Dio e cominciarono contese con i familiari per la scelta dell’istituto. I familiari la volevano nell’istituto delle Orsoline, dove c’era già una loro parente, mentre Margherita Maria sentiva che Dio la voleva nelle suore della Visitazione. Infatti entrò nel 1671 nel monastero di Paray-le-Monial dove il 25 agosto vestì l’abito religioso. Il Signore la colmò di tante consolazioni che lei non riusciva più a contener e cominciò a chiedere umiliazioni e disprezzo. La superiora e la maestra delle novizie capirono che era guidata dallo spirito di Dio e cominciarono a distoglierla dalle pratiche di pietà, affidandole compiti tra i più umili, nelle faccende della casa. Margherita Maria ne era felice, voleva solo obbedire in tutto a Dio. Le superiore erano però perplesse nel prenderla nel loro istituto e rimandarono la sua professione. Come si può immaginare questa decisione addolorò moltissimo Margherita Maria che sotto ordine della madre superiora Saumaise chiese a Dio, se era Sua volontà, l’ammissione tra le religiose, appianando tutti i dubbi delle superiore. Il Signore le assicurò che avrebbe concesso quanto chiesto e che anzi Margherita Maria avrebbe sempre dovuto obbedire alle sue superiori, anche quando Lui stesso domandava l’opposto. Si poté così procedere alla professione dei voti; scrisse con il proprio sangue i suoi propositi: non avrebbe fatto nulla per sé stessa, ma tutto per obbedire a Dio. Il 6 novembre pronunziò i voti religiosi e come incarico le fu affidato di aiutare una sorella in infermeria; questa carica le portò notevoli noie e fastidi da parte del demonio e in più il carattere opposto della sorella infermiera faceva il resto. La madre Saumaise riteneva particolari e singolari gli avvenimenti che accadevano a Margherita Maria e le ordinò di mettere su carta quanto le succedeva. Lei non ne fu contenta, ma il Signore le fece comprendere che obbedendo a questa richiesta, si sarebbe capito che era tutta opera di Dio e non di una misera creatura come lei era. E così prontamente obbedì.

 

Le grandi Rivelazioni

 

Il Signore comincia a formare la sua serva, le spiega che il Sacro Cuore è un porto sicuro nelle tempeste della vita, dove sempre si può trovare amore, dolcezza, accoglienza, conforto. Margherita Maria sente accendersi il desiderio incessante di far conoscere l’amore del Sacro Cuore di Gesù. Nel giorno della festa di S. Giovanni Evangelista del 1673, mentre pregava davanti al tabernacolo, le appare Gesù, che le mostra per la prima volta il suo adorabile cuore e le dice:” Questo cuore brucia di tanto amore per te e per tutti gli uomini che non posso più contenerlo. E’ necessario perciò, che per mezzo tuo, sia fatto conoscere a tutti, sicchè tutti siano ricolmi dei benefici del mio cuore e siano preservati dagli eterni supplizi.” Le chiede, quindi, di donargli il cuore e dopo averlo immerso nel suo cuore divino, glielo restituisce infuocato d’amore. Poco tempo dopo le appare di nuovo il cuore di Gesù: sfolgorante come il sole sopra un trono di fiamme, cinto da una corona di spine, sormontato da una croce, mentre la ferita della lancia irradiava splendori. Il Signore le disse che era felice di vedersi onorato dagli uomini con la figura del suo cuore di carne e dovunque quell’immagine venisse onorata, avrebbe operato ogni sorta di benedizioni. Le disse inoltre: “ho una sete ardente di essere onorato dagli uomini nel Santissimo Sacramento: ma non trovo quasi nessuno che si adoperi ad estinguere la mia sete e corrisponda al mio amore.”

Margherita Maria ebbe una nuova apparizione; Gesù le dice che il suo amore verso gli uomini era corrisposto solo con l’ingratitudine e le chiese di supplire lei stessa a questa ingratitudine. Le ordinò di accostarsi alla santa comunione quanto più spesso poteva ed ogni primo venerdì del mese. Prima della mezzanotte dal giovedì al venerdì, come memoria della tristezza provata nel Getsemani, per un’ora intera doveva implorare misericordia per i peccatori e consolarlo per l’abbandono degli apostoli.

Davanti a questi fatti la madre superiora Saumaise volle far conoscere questa piccola suora ai religiosi di Paray; ma questi la bollarono come visionaria e proibirono alle due donne di parlarne. Il Signore tranquillizzò Margherita Maria promettendogli che presto le avrebbe mandato un suo servo al quale lei poteva manifestare tutti i segreti del cuore di Gesù.

L’anno dopo arrivò a Paray, come superiore della casa dei Gesuiti, il venerabile padre Claudio de la Colombiere. La prima volta che entrò nel convento, Margherita Maria sentì dentro di sé una voce che le diceva: “Ecco colui che io ti mando.” Il padre De La Colombiere, quando la vide la prima volta chiese subito notizie su di lei e disse alla superiora: “Questa è un’anima eletta.” La superiora ordinò a Margherita Maria di aprire il suo cuore al padre, e lei prima con timore e piano piano con più sicurezza, gli aprì il suo cuore.

Un giorno mentre padre La Colombiere celebrava e rifletteva sulla bontà del Signore che si offre in sacrificio per noi, si sentì infiammato da un nuovo fervore. La stessa cosa successe a Margherita Maria che vide due cuori avvicinarsi a quello di Gesù per unirsi e immergersi in Lui, e sentì una voce che diceva: “Così il mio amore unisce in eterno questi tre cuori”. Gli altri due cuori era quello di p. La Colombiere e Margherita Maria. Il Signore ordinò a Margherita Maria di manifestare tutto al padre, perché li voleva fratello e sorella uniti in queste divine ricchezze.

 

La Grande Rivelazione

 

Nell’ottava del Corpus Domini del 1675 il Signore apparve a Margherita Mariae le disse: “Non puoi ricompensarmi in modo più gradito che portare a compimento ciò che più volte ho chiesto.” Scoprendo il suo cuore divino continua: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini da non risparmiare nulla fino al sacrificio supremo senza limiti e senza riserve, per dimostrare il suo amore. La maggior parte di essi però mi ricambia con l’ingratitudine, che manifestano con irriverenze, sacrilegi e con l’apatia e il disprezzo verso di me in questo Sacramento d’amore. Ma ciò che maggiormente mi affligge è il vedermi trattato così anche da cuori a me consacrati. Perciò ti chiedo che il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, sia celebrata una festa per rendere culto al mio cuore. In quel giorno i fedeli si accosteranno alla Comunione e insieme faranno una riparazione intesa ad onorare il mio cuore e a compensare gli oltraggi recati al Santissimo Sacramento nei giorni nei quali è stato esposto all’adorazione del popolo. Ti prometto che il mio cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divno amore su coloro che gli renderanno quest’onore e procureranno che altre glielo rendano.” Margherita Maria rispose che lei era una creatura misera, e che non ne era capace. E Gesù risponde: “Ingenua creatura! Non sai che io mi servo delle persone più deboli per confondere quelle più forti?” e ancora: “Rivolgiti al mio servo (p. Colombiere) e digli da parte mia che faccia quanto è in lui per stabilire questa devozione e realizzare i desideri del mio cuore. Non si abbatta di fronte alle difficoltà che sorgeranno; sappia che è onnipotente colui che diffida totalmente in sé e ripone la sua fiducia soltanto in me.”

Margherita Maria comunicò tutto a p. La Colombiere che le chiese di scrivere tutto ciò che era utile alla gloria di Dio e che riguardava la devozione al sacro cuore. Il 21 giugno del 1679 celebrarono per primi la festa al sacro cuore consacrandosi a Lui. Padre LA Colombiere fu poi mandato alla corte d’Inghilterra e Margherita Maria soffrì molto di questa separazione e si sentì dire dal Signore: “non ti basto Io?”.

Nel 1681 Padre La Colombiere torno a Paray per farsi curare dalla grave malattia che lo affliggeva. Riuscì ad incontrare suor Alacoque, ma peggiorò in poco tempo e si penso di trasferirlo in segreto, in un posto più adatto per la sua salute. Margherita Maria venne a conoscenza di questo viaggio e fece avvertire il Padre di non allontanarsi, perché il Signore voleva lì il sacrificio della sua vita. Così il viaggio fu rimandato. Il 15 febbraio 1682 morì a Paray.

Nel 1685 il Signore affidò la direzione spirituale di Margherita Maria a Padre Ignazio Rolin. A lui fece la confessione generale ed egli dopo averla ascoltata le ordinò di scrivere tutto ciò che era accaduto nella sua vita. Così, Margherita, sotto obbedienza scrisse “l’Autobiografia”.

Nel frattempo la devozione al sacro cuore si diffondeva nei vari conventi della visitazione. Con il consenso e l’incoraggiamento di Padre Rolin, Margherita Maria si consacrò in maniera ancora più stretta al cuore sacratissimo di Gesù. Gli promise di rimettersi totalmente a Lui nelle gioie e nei dolori e di volr essere una sua vittima soffrendo e operando tutto in silenzio.

Il Signore rivolse alla sua serva queste parole: “Ti prometto, nell’eccesiva misericordia del mio cuore, che a coloro che si accosteranno alla sacra mensa per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì del mese, l’onnipotente amore del mio cuore concederà il dono della penitenza finale: non moriranno in stato di peccato, né senza ricevere i santi sacramenti; e il mio cuore in quegli ultimi istanti sarà per loro sicuro asilo.”

Il 7 settembre 1688 fu terminata la cappella del sacro cuore, costruita nel monastero di paray, alla festa di inaugurazione partecipò anche la popolazione di tutta la città.

Il 8 ottobre 1690 Margherita Maria si ammalò e fu costretta a mettersi a letto. La mattina del 16 ottobre, convinta che sarebbe morta a breve, chiede il Viatico. Morì il 17 ottobre 1690.

PioIX, il 18 settembre 1864 la dichiarò beata, e soltanto 13 maggio 1920 fu dichiarata santa da Benedetto XV.

 

La Spiritualità

 

I Primi nove Venerdì

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