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La Spiritualità del Sacro Cuore

Come dobbiamo amare, onorare e glorificare il cuore di Gesù? Semplicemente amando!!! Tutta la spiritualità del Cuore di Gesù è nel Verbo Incarnato che ci dà un ultimo comandamento, il più importante: "amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi". Senza mezze misure, totalmente donarsi per l'altro, perché Lui, Gesù ci ha amati  per primo; ci ha amati e ci ama così infinitamente che ha donato la sua vita per la nostra salvezza. Gesù ci insegna in questo modo anche l'amore e l'obbedienza verso il Padre, si abbandona alla volontà del Padre e muore per noi, per poterci donare la remissione dei peccati e la vita eterna. Gesù che è Via, Verità e Vita ci indica qual' è la via per amare Dio, cioè l'abbandono alla sua volontà... " con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente", e con la Verità che riconosciamo nel nostro intimo, che ci darà la Vita.

Per amare Gesù, bisogna seguirlo, non a parole ma con i fatti... Aiutando il prossimo, sempre, perché è nel volto del fratello che noi troviamo Cristo. E per aiutare il fratello abbiamo bisogno della Forza e del Coraggio che solo nell'incontro intimo con Cristo possiamo ricevere; è nella lettura e nella meditazione della Parola di Dio, che  riceviamo gli insegnamenti da mettere in pratica per seguire la Verità; ed è nell'incontro alla mensa eucaristica che diventiamo una cosa sola con Gesù... È in quel momento di unione con nostro Signore che ci dobbiamo affidare a Lui, confidargli tutti i nostri desideri, le nostre paure, le nostre gioie, i nostri dolori, ed è lì, uniti con Lui che conosceremo il vero amore di Dio! Ci renderà forti, coraggiosi, perseveranti, sapienti, per seguire la sua Via, per amare il prossimo come ci ha amati Lui, per diventare apostoli del suo Sacro Cuore.

Oltre all'Amore, la devozione al sacro Cuore, ci mette davanti alla necessità di riparare. Peccando, ci priviamo della grazia santificante di Dio, della sua amicizia, e per ripristinare questa unione, cerchiamo di riparare. Gesù è Colui che ha riparato una volta e per sempre, i nostri peccati; quindi noi cooperiamo a quest'opera di riparazione, con gli atti delle tre virtù teologali, le fondamenta del cristianesimo: fede, speranza e carità. Entrando nella  spiritualità del sacro Cuore, cominciamo a vedere i nostri peccati, non tanto come un'infrazione alla Legge di Dio, ma un vero e proprio dispiacere, un'offesa che arrechiamo al nostro Signore. La nostra vita si riempie di amore e desideriamo solo di poter consolare questo cuore così offeso; e trasformiamo in offerta riparatrice le nostre fatiche, le nostre contrarietà quotidiane. Le doniamo, tramite le mani della Vergine Maria, a Dio Padre perché possa consolare e cancellare tutte le offese fatte a Gesù. L'amore e il sacrificio vanno di pari passo; non ci può essere amore senza desiderio di riparare, senza desiderare di donare amore all'Amato. Ed è proprio in questo stato d'animo, questa predisposizione spirituale che avviene la Consacrazione al sacro Cuore. Tutta la nostra vita procede e rinasce in funzione dell'amore verso Dio; consacriamo quindi il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente al cuore di Gesù, perché tutta la nostra vita sia vissuta nel Suo nome; perché ci renda suo strumento di pace e di gioia; perché i nostri fratelli, guardandoci vedano il volto di Cristo, che lo ama infinitamente, quale che siano i peccati e le mancanze di ogni anima.

Non dobbiamo però, cadere nell'errore di avere una devozione del sacro Cuore, puramente esteriore, sentimentale. Se vogliamo davvero seguire Gesù, dobbiamo diventare come Lui: mite, umile e misericordioso.

 

La mitezza

 

Per mite, non stiamo ad indicare una persona " buona" o silenziosa, assolutamente no. Mite, mansueto, dal greco pràotes, significa "forza sotto controllo". Possiamo così dire che mansueto è colui che fa in modo che la Parola di Dio e lo Spirito Santo tengano sotto controllo la sua forza e la usino nel modo corretto. Nella visione evangelica, la mitezza, a differenza dell'accezione che diamo noi oggi, è la forza di una persona matura, determinata nella propria scelta di vita, nell'aver compreso qual'è la Via giusta e dominare su sé stesso per arrivare alla meta. Essere miti non vuol dire essere passivi, subire; anzi essere miti significa ricercare e assimilare la volontà di Dio con l'obbedienza, non da schiavi, ma avendo compreso che siamo misere creature, che necessitano di affidarsi e abbandonarsi alla bontà di Dio; perché solo così avremo la necessaria forza per affrontare le tempeste.

 

L’umiltà

 

L'umiltà che Gesù ci chiede è farsi piccoli per amore. Relegarsi all'ultimo posto, non insuperbirsi, non lasciarsi trasportare dalle mode del momento e non esaltarsi quando si è lodati. Gesù vuole che sappiamo rinunciare a noi stessi, in modo da avere relazioni più pazienti, ad essere più misericordiosi, più comprensivi.

 

La misericordia

 

Sì. Ci vuole misericordiosi, "come misericordioso è il padre vostro che è nei cieli". Il cuore di Gesù è un oceano di carità e misericordia; carità che non si esaurisce mai da Dio verso di noi; la nostra invece dura poco. Per questo dobbiamo amare Gesù! Come dice anche Santa Margherita Maria, il vero amore di Dio, produce amore per gli altri. Tutti quelli che hanno intrapreso questo cammino e che hanno ricevuto i "tesori di amore e di grazie" di questo cuore, non potranno fare a meno di condividere ciò che hanno ricevuto e diffondere questo culto.

 

Libri consigliati:

Preghiere al Sacratissimo Cuore di Gesù. Edizioni Shalom

 

Le Origini del Culto

 

I Primi nove Venerdì

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