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Cammino di Perfezione di S.Teresa di Gesù

09-09-2021 09:00

Fra Vincenzo

Totustuus_ocd,

Cammino di Perfezione di S.Teresa di Gesù

Cammino di perfezione.Libertà per se stessi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spunti di riflessione a cura di Fra Vincenzo OCD

 

Meditazione n° 14

 

Libertà per se stessi

«Qui siete venute non già ad accarezzarvi per Cristo, ma per morire per Cristo» (10,5).

 

 

Avendo parlato nei capitoli precedenti del distacco dei parenti in questo capitolo la santa madre Teresa ci mostra come non sia l’unico da operare, ma che il più importante è in realtà quello da noi stessi. Ella unisce due virtù: quella della propria abnegazione e l’umiltà, e le chiama «due sorelle che non bisogna mai separare» (10,3). Sono virtù molto care a Gesù, nostro Maestro, che le ha vissute in pienezza e non ve ne separò mai. Chi le vive farà la stessa esperienza Sua, non temerà nulla, perché non solo non si preoccupa di perdere qualcosa, ma nemmeno pensa che ciò sia da considerare una vera perdita perché il Regno dei Cieli è già suo e null’altra cosa può avere valore ai suoi occhi se non piacere a Dio e non offenderlo mai. Chi le vive avrà quel cuore libero capace «d’involarsi al Creatore, non più carico di terra e di piombo» (10,1). La santa madre dice che «in primo luogo dobbiamo non amare il nostro corpo» (10,5). Guardiamoci dall’interpretare queste parole come contro al comandamento di “amare il prossimo come noi stessi”. No, qui ella è chiarissima, come abbiamo visto al n.5, non si sceglie Cristo per «accarezzarsi» ma «per morire» per amor Suo. Dobbiamo amarci, ma non dobbiamo accanirci in questo e mettere tutto il resto in secondo piano! Talmente è grande il nostro amore per noi stessi che tendiamo ad esagerare nello zelo penitenziale “personale”; è sempre meglio “vagliarlo” con un sano discernimento del padre spirituale. Non amiamo di più Dio se ci imponiamo penitenze che ci piacciono, ma Lo amiamo se siamo prima di tutto capaci di accogliere le prove della vita con umiltà e abnegazione, se le viviamo con spirito di sana rassegnazione e docilità alla Sua divina Volontà, se non mormoriamo, se non ci lamentiamo, se Lo ringraziamo e Gli offriamo quella “penitenza” per noi in riparazione e per la salvezza delle anime. Tutte le altre cose seppur sante perdono il loro valore se fatte per amor nostro, per la nostra stima o ancor peggio per mostrarci agli altri. Spesso basta un mal di testa per non saltare le preghiere che ci uniscono al nostro unico grande amore, però poi saremo capaci di offrire a Dio penitenze o rinunce che non stanno né in cielo né in terra. Guardiamoci da questi modi estremi di intendere la religione ricordandoci che l’umiltà deve essere la radice delle nostre azioni e che l’obbedienza e la carità sono le vie predilette per giungere a Dio, per essere conformi a Cristo Gesù nostro Signore.

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