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Commento al Vangelo Domenica 11/07/2021

11-07-2021 07:58

Nicola Righele

Commento al Vangelo,

Commento al Vangelo Domenica 11/07/2021

Commento al Vangelo Domenica 11/07/2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO (B)

AM 7,12-15; EF 1,3-14; MC 6,7-13

 

 

La missione è il filo rosso che lega le letture di oggi: assistiamo, infatti, alla vocazione del profeta Amos, mandato in missione nel regno del Nord, e all’invio dei discepoli di Gesù. L’evangelista colloca questo brano del vangelo in un momento particolare della sua narrazione, e già dal punto di vista “redazionale” possiamo trarre qualche conclusione sul come vivere il nostro impegno missionario, prima ancora di andare a leggere il testo vero e proprio. Abbiamo ascoltato, nelle domeniche scorse, le vicende che vedevano Gesù come protagonista, attorniato dai suoi discepoli. Oggi, la situazione si ribalta: i discepoli partono, senza Gesù. Ecco, quindi, una prima “regola missionaria”: prima di «andare», occorre «stare». Non possiamo essere missionari nel mondo se
non impariamo, prima, a stare in compagnia di Gesù. Non possiamo partire per un viaggio senza prima fare le valige. La nostra missione dovrebbe ricalcare fedelmente quella di Cristo, e per essere veritieri ed efficaci dobbiamo per forza prenderci il tempo di ascoltarlo, di tornare alla fonte. E questo ascolto si fa tramite le Scritture: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo», diceva san Girolamo. Prendiamoci il tempo di approfondire e conoscere le Scritture, altrimenti la Chiesa in breve tempo non sarà più missionaria, strumento di salvezza, ma una semplice organizzazione umanitaria come un’altra. Oggi, infatti, si mette troppo spesso in primo piano la dimensione della
carità, riducendo al minimo lo spazio dell’istruzione.
Una seconda “regola missionaria” ci è offerta, sempre ponendo l’attenzione solo sull’aspetto redazionale, dai brani che immediatamente precedono e seguono il vangelo di oggi: da un lato abbi
amo il rifiuto di Nazaret (6,1-6), e dall’altro il martirio di Giovanni Battista (6,14-21). I discepoli vengono inviati proprio nel bel mezzo della turbolenza. Il discepolo sappia, quindi, che la missione si svolge tra il rifiuto e il martirio.

Ora, accettate queste due regole fondamentali («stare» con Cristo e accettare il rifiuto e il martirio), possiamo comprendere l’esigenza della povertà imposta da Gesù: non bisogna portare «né pane, né sacca, né denaro» (v. 8). Quest’imperativo ci dice che dobbiamo essere liberi e leggeri: un bagaglio appesantisce il missionario che, per definizione, deve essere sempre pronto ad incontrare persone e posti nuovi, sempre aperto alla novità e alla chiamata di Dio. Ecco, dunque, il martirio di cui parlavamo prima: bisogna rinunciare alle proprie sicurezze, aggrappandoci unicamente a Dio.
Non possiamo avere il piede in due scarpe.
Gesù, infine, sottolinea la possibilità del rifiuto. Questo rifiuto che ci fa spesso tanto male: quante volte, parlando di Dio, veniamo derisi, oltraggiati, umiliati? Ecco, come vivere serenamente questa dinamica? Ci viene sempre in aiuto il testo biblico: sia nella prima lettura sia nel vangelo, è lampante che l’annuncio missionario ha come origine Dio stesso. È Dio che sceglie e manda Amos, è Gesù che invia i discepoli. Alla base, c’è sempre l’iniziativa di Dio: anche nel rifiuto, sappiamo che siamo nelle sue mani. Il missionario deve annunciare, ma non spetta a lui cogliere i risultati. In altre parole, facendoci aiutare da San Paolo, sappiamo che Dio «ci ha scelti prima della creazione
del mondo» (Ef 1,4), «predestinandoci a essere suoi figli adottivi» (Ef 1,5): questa sicurezza non ce la toglierà mai nessuno. Insomma, anche se la missione non va per il verso giusto, pazienza: Dio sa il fatto suo, continuiamo quindi con perseveranza e gioia a scacciare demòni e guarire i malati che incontriamo nel nostro cammino (cf. Mc 6,13), grazia anche all’aiuto della Chiesa, che non ci lascia mai soli. Siamo, infatti, mandati in missione «a due a due« (v. 7).

 

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