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San Gaetano Errico

08-06-2021 10:00

Il portale del Sacro Cuore di Gesù

Il Portale,

San Gaetano Errico

"La vita e la spiritualità di San Gaetano Errico"

 

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Errico era figlio di Pasquale, un pastaio, e Maria Marseglia, una tessitrice. Oltre a Gaetano Errico, che era il secondo figlio della coppia, i due avevano altri otto figli, quattro maschi e quattro femmine. Negli anni della sua infanzia, aiuta il padre nella sua fabbrica di maccheroni, frequenta costantemente la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano e fin da quell'età, cerca di aiutare i poveri come può.
Diventa sacerdote il 23 settembre 1815.


Nel giorno di Pentecoste del 1826, Gaetano Errico annuncia che farà costruire una chiesa da dedicare a Maria Addolorata, la Chiesa dell'Addolorata a Secondigliano. In seguito racconterà a don Vitagliano che la decisione sarebbe scaturita dalle indicazioni dategli, in più apparizioni, dall'allora beato Alfonso Maria de' Liguori. Ottenute le necessarie autorizzazioni, i lavori iniziano nel gennaio del 1828. Terminata la costruzione, nel 1834 si reca da uno dei più grandi scultori di statue lignee di quel periodo, Francesco Verzella, e gli commissiona una statua dell'Addolorata con tre angeli. La statua sarà terminata soltanto nell'anno seguente in quanto don Gaetano sarà soddisfatto del volto della Madonna scolpito dal Verzella, solo dopo diciassette tentativi.

La tradizione riporta che appena vide il diciassettesimo volto dell'Addolorata scolpito dall'artista, quasi arrossendo esclamò:" Così era!". Tutt'oggi è considerata una delle statue della Madonna più belle presenti a Napoli. La Vergine, in dimensione naturale, è seduta su una pietra ai piedi della croce senza Cristo, con dietro una lancia ed una spugna usate durante la passione del figlio. Il volto dell'Addolorata è di una bellezza indescrivibile, sofferente e rassegnato e il suo sguardo è fisso sulle sue mani poste sulle ginocchia con cui precedentemente, aveva stretto Gesù morto prima della sepoltura. Alla sua sinistra, c'è un angelo in dimensioni naturali, che cerca di consolarla, anche se lui stesso non riesce a fare a meno di piangere e alla sua destra, sono presenti due piccoli angioletti: uno che prega e uno che piange. Abbandonati ai piedi dell'Addolorata, è possibile vedere gli strumenti utilizzati durante la passione del figlio: la corona di spine, i chiodi, il martello e le tenaglie. La Madonna fa il suo ingresso in Secondigliano quello stesso anno e tutti i secondiglianesi che le vanno incontro per portarla processionalmente nella sua chiesa, nel vedere per la prima volta il suo volto, ne rimangono profondamente colpiti.

Don Gaetano in quell'occasione, la presenta come la "mamma" di Secondigliano e invita tutti a pregarla con una confidenza illimitata, sicuri dell'immenso amore del suo cuore.
In seguito, proprio accanto alla Chiesa dell'Addolorata, fa costruire un edificio che fungerà da casa per i missionari di una nuova Congregazione, quella dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. La Congregazione, fondata nel 1833, sarà approvata (agosto 1864) dalla Santa Sede solo dopo l'elezione al soglio pontificio di Pio IX.
Congregazione che basa la sua spiritualità e missione sulla contemplazione dell’amore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, cooperatori per amore, dell’amore del Padre, dimostrato fino all’accettazione del martirio, andando verso ogni uomo per dirgli, con i fatti, che Dio è padre e lo ama.
L'attività apostolica della congregazione è sviluppata in quattro direzioni: annuncio della Parola, ministero della riconciliazione, assistenza materiale e spirituale ai malati, servizio della carità.

Già venerato come un santo, 'o superiore, padre Gaetano Errico muore il 29 ottobre del 1860 per le conseguenze di una febbre viscerale, all'età di 69 anni.
vive nel suo paese, in casa sua, a diretto contatto con la realtà quotidiana dei suoi concittadini; pensa che non si dia alcun reale cambiamento (rivoluzione) che non sia cambiamento culturale; ritiene che la religione sia uno strumento efficace di progresso umano e sociale e ad essa aggiunge l’istruzione, facendo il maestro di scuola. Rinuncia a fare il professore. Un giorno si mette in cammino, con una croce sulle spalle. Attraversa paesi e città, supera colline e montagne, entra nelle case e nelle bettole, trascina folle sempre più numerose in chiesa.
Don Gaetano ci dimostra che con la predicazione e la confessione si può cambiare l’uomo. In questo libro si raccontano molti fatti legati alla pratica della confessione e della predicazione di don Gaetano. Si tratta di due attività inserite in una strategia di evangelizzazione, centrata sulla missione al popolo, sulla missione continua. Don Gaetano è un confessore, un predicatore e un testimone itinerante della salvezza. Copia accuratamente lo stile del Vangelo: Gesù non aspetta che la gente venga da Lui, la va a cercare o indica loro dove possono trovarlo e li invita ad andare a vedere. Per questo non ha bisogno di chiese da riempire e gli sta bene di vivere in un tempo in cui Dio si adora in spirito e verità.

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