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Ora Santa

03-06-2021 22:44

Trionfo del Sacro Cuore di Gesù

Ora Santa,

Ora Santa

Ora Santa del 3 Giugno 2021

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I° QUARTO D’ORA (23,00)


CANTO INZIALE –
“ Cuore di Cristo, fornace ardente di carità e di bontà infinita, fosti formato nel grembo di Maria dalla potenza dello Spirito. Cuore di Cristo, tempio di Dio, porta del cielo e dimora divina , sei tabernacolo di giustizia e amore, d’ogni virtù Tu ei l’abisso “.
Dopo il canto
segue un breve momento di silenzio per il raccoglimento prima della lettura


I LETTURA


Dal testo “Autobiografia” di Santa Margherita Maria Alacoque


n. 92 “ La grande rivelazione “


“ Una volta mentre ero davanti al SS.mo Sacramento ( era un giorno dell’ottava del “ Corpus Domini” ) ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo Amore; mi sentii spinta dal desiderio di ricambiarlo e di rendergli amore per amore. Egli mi rivolse queste parole: “ Tu non puoi mostrami amore più grande che facendo ciò che tante volte ti ho domandato” .
Allora , scoprendo il suo divin Cuore mi disse : “ Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo Amore. In segno di riconoscenza , però , non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi e per le freddezze e disprezzi che essi mi usano in questo Sacramento d’ Amore. Ma ciò che più mi amareggia è che ci siano anche dei cuori a me consacrati che i trattano così” . Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del “ Corpus Domini “ , sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa Comunione e facendo ammenda d’onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri “ .


INTRODUZIONE DEL TEMPO DI SILENZIO E INTERIORIZZAZIONE
solo musicale (fine 23,15)

II° QUARTO D’ORA (23,15)


Inizio con il ritornello
segue breve silenzio per il raccoglimento prima della lettura


2. LETTURA


dal testo “Diario Spirituale “di S. Claudio La Colombière


n. 200 ” Ti offro il mio cuore “


Adorabile e amabile Cuore di Gesù , in riparazione di tanti peccati e ingratitudini e per evitare che io cada in simile disgrazia , Ti offro il mio cuore con tutti i sentimenti di cui è capace e mi dono tutto a Te.
Da questo momento con la massima sincerità ( almeno così mi sembra) desidero dimenticare me stesso e tutto ciò che può aver rapporto con me , per rimuove ogni ostacolo, che mi possa impedire di entrare nel tuo divin Cuore, che hai avuto la bontà di aprirmi e nel quale mi auguro di entrare per vivere e morire, insieme ai tuoi più fedeli servi, penetrato e acceso dal tuo amore.
Offro a questo Cuore tutti i meriti , tutte le soddisfazioni che acquisterò con le Messe, le preghiere, le azioni , le mortificazioni , le pratiche religiose, le opere di zelo, di umiltà, di obbedienza , e di tutte le altre virtù, che compirò fino al termine dei miei giorni.
E non solo intendo che tutto sia diretto a onorare il Cuore di Gesù e le sue ammirabili virtù, ma ti prego di accettare l’intera donazione e di disporre nel modo che vorrai , a vantaggio di chi più ti piacerà.
E, benchè io abbia ceduto alle anime sante del Purgatorio, tutto ciò che c’è di valido per soddisfare la divina giustizia, tuttavia desidero che tutto sia loro distribuito, secondo l’arbitrio del Cuore di Gesù.
Tutto ciò non mi impedirà di soddisfare ai miei obblighi, di applicare cioè delle Messe e pregare secondo certe intenzioni prescrittemi dall’obbedienza; di celebrare delle Messe per la povera gente, per i miei fratelli e amici, quando me ne faranno richiesta.
Siccome però allora disporrei di un bene, che non mi appartiene più, intendo che l’obbedienza, la carità e le altre virtù, che eserciterò in quelle occasioni , siano tutte del Cuore di Gesù, perché, dato che da Lui ricevo la facoltà di compierle , è giusto che appartengano a Lui senza riserva.
Sacro Cuore di Gesù , insegnami a dimenticare completamente me stesso , perché questa è l’unica strada per poter entrare in Te. E , poiché, ciò che farò per l’avvenire, sarà tuo, fa in modo che non compia mai nulla che non sia degno di Te.
Insegnami ciò che devo fare per giungere alla purezza del tuo amore, del quale mi hai ispirato tanto desiderio.
Trovo in me una gran voglia di piacerti , ma , allo stesso tempo , mi sento nell’impossibilità di raggiungere lo scopo senza una particolare luce e aiuto, che possa aspettare soltanto Te Compi in me, anche mio malgrado, la tua volontà.
Tocca a Te, Cuore divino di Gesù, di fare tutto in me; così, Tu solo, se mi farò santo, avrai la gloria della mia santificazione. Questo, per me, è più chiaro della luce del giorno, ma sarà per te una grande gloria. Soltanto per questo desidero la perfezione. Amen.


INTRODUZIONE DEL TEMPO DI SILENZIO E INTERIORIZZAZIONE solo musicale (fine ore 23,30)

III° QUARTO D’ ORA (23,30)


Inizio con il ritornello - segue breve silenzio per il raccoglimento prima della lettura


3. LETTURA


dalla Omelia di Papa Francesco -Domus Sanctae Marthae

“La ninnananna di Dio”

Venerdì, 27 giugno 2014

 

Abbiamo un Dio «innamorato di noi», che ci accarezza teneramente e ci canta la ninnananna proprio come fa un papà con il suo bambino. Non solo: lui ci cerca per primo, ci aspetta e ci insegna a essere «piccoli», perché «l’amore è più nel dare che nel ricevere» ed è «più nelle opere che nelle parole». Abbiamo ringraziato il Signore perché ci dà la grazia, la gioia di celebrare nel cuore del suo Figlio le grandi opere del suo amore».
E «amore», appunto, è la parola chiave per esprimere il significato profondo della ricorrenza del Sacro Cuore. oggi è la festa dell’amore di Dio, di Gesù Cristo: è l’amore di Dio per noi e amore di Dio in noi». Una festa, ha aggiunto, che «noi celebriamo con gioia».
.Due, in particolare, sono «i tratti dell’amore» Il primo è racchiuso nell’affermazione che «l’amore è più nel dare che nel ricevere»; il secondo in quella che «l’amore è più nelle opere che nelle parole».
«Quando diciamo che è più nel dare che nel ricevere — è perché l’amore sempre si comunica, sempre comunica, e viene ricevuto dall’amato». E «quando diciamo che è più nelle opere che nelle parole», ha aggiunto, è perché «l’amore sempre dà vita, fa crescere».
la liturgia del giorno, due volte ci parla dei piccoli». Infatti, nella prima lettura, tratta dal libro del Deuteronomio (7, 6-11), «Mosè spiega perché il popolo è stato eletto e dice: perché siete il più piccolo di tutti i popoli». Poi, nel Vangelo di Matteo (11, 25-30), «Gesù loda il Padre perché ha nascosto le cose divine ai dotti e le ha rivelate ai piccoli». Dunque, per capire l’amore di Dio è necessaria questa piccolezza di cuore». Del resto Gesù lo dice chiaramente: se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli. Ecco allora la strada giusta: «Farsi bambini, farsi piccoli», perché «soltanto in quella piccolezza, in quell’abbassarsi si può ricevere» l’amore di Dio.
lo stesso Signore l quando spiega il suo rapporto di amore, cerca di parlare come se parlasse a un bambino». E difatti Dio «lo ricorda al popolo: “Ricordati, io ti ho insegnato a camminare come un papà fa con il suo bambino”». Si tratta proprio di «quel rapporto da papà a bambino». Ma se tu non sei piccolo» quel rapporto non riesce a stabilirsi. Ed è un rapporto tale che porta «il Signore, innamorato di noi», a usare «pure parole che sembrano una ninnananna». Nella Scrittura il Signore dice infatti: «Non temere, vermiciattolo di Israele, non temere!».
E ci accarezza, appunto, dicendoci: «Io sono con te, io ti prendo la mano». Questa «è la tenerezza del Signore nel suo amore, questo è quello che lui ci comunica. E dà la forza alla nostra tenerezza». Invece, se noi ci sentiamo forti, mai avremo l’esperienza delle carezze tanto belle del Signore». Le «parole del Signore», ci fanno capire quel misterioso amore che lui ha per noi». È Gesù stesso che ci indica come fare: quando parla di sé, dice di essere «mite e umile di cuore». Perciò «anche lui, il Figlio di Dio, si abbassa per ricevere l’amore del Padre». Un’altra verità che la festa del Sacro Cuore ci ricorda, si può ricavare dal brano della seconda lettura tratto dalla prima lettera di san Giovanni (4, 7-16): «Dio ci ha amato per primo, lui è sempre prima di noi, lui ci aspetta». Il profeta Isaia
«dice di lui che è come il fiore del mandorlo, perché fiorisce per primo nella primavera». Dunque, quando noi arriviamo lui c’è, quando noi lo cerchiamo lui ci ha cercati per primo: lui è sempre avanti a noi, ci aspetta per riceverci nel suo cuore, nel suo amore.
I due tratti indicati possono aiutarci a capire questo mistero dell’amore di Dio con noi: per esprimersi ha bisogno della nostra piccolezza, del nostro abbassarsi. E ha bisogno anche del nostro stupore quando lo cerchiamo e lo troviamo lì ad aspettarci». Ed è «tanto bello capire e sentire così l’amore di Dio in Gesù, nel cuore di Gesù».

 

INTRODUZIONE DEL TEMPO DI SILENZIO E INTERIORIZZAZIONE solo musicale (fine ore 23,45)

ORA SANTA (23,45)


Inizio con il ritornello
segue breve silenzio per il raccoglimento prima della lettura


4. LETTURA


Vangelo secondo Giovanni Cap. 15 ,ver. 9 17


9 Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

11 Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

14 Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

17 Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.


INTRODUZIONE DEL TEMPO DI SILENZIO E INTERIORIZZAZIONE
solo musicale (fine ore 24,00)



Riflessione a cura di Don Raimondo San Filippo Vicario parrocchiale della Basilica di Sant’ Eugenio (Roma)


Molti cristiani considerano il Cireneo del Vangelo un uomo fortunato. Quell'uomo, mentre rientrava dal lavoro dei campi pensando al meritato riposo, si trovò costretto a porgere la spalla per aiutare Gesù. Quello che all'inizio appariva solo come un fastidioso inconveniente, si rivelò un dono e una chiamata. Fu l'incontro con Cristo. Il dono della fede (perché sappiamo indirettamente che credette). E la chiamata ad aiutare Gesù nel sacrificio redentore. Essere il volontario Cireneo di Cristo, accompagnare da vicino la sua dolente Umanità per un'anima innamorata non è una disgrazia, comporta la certezza che Dio è vicino, e ci benedice con la sua chiamata. Il mondo viene salvato dal suo sacrificio redentore. Noi siamo vicini a lui, come corredentori. Ma non possiamo aspirare a essere corredentori con Cristo, se non siamo disposti a riparare per i peccati, come ha fatto lui.
Questo è lo spirito di riparazione: Il digiuno è un atto di riparazione. Privarci del superfluo, al considerare che abbiamo peccato molto. L'accettazione delle contrarietà. Offrire a Dio un poco di silenzio. Contrariare i propri gusti Far del bene a una persona scortese e antipatica, senza esservi tenuto; passare sopra a una offesa, di cui si potrebbe chiedere giustamente spiegazione
Il desiderio di riparare impedirà di lamentarci, di protestare. Perché spesso sopportiamo le contrarietà, è vero; però ci lamentiamo, e allora, oltre a sprecare la grazia di Dio, gli impediamo, in futuro, di esigerci ancora.
Dio ama chi dona con gioia, con la spontaneità che nasce da un cuore innamorato, senza le smancerie di chi si dona come per fare un piacere.
I sacramenti riparano dal peccato. Non solo la confessione, anche l'Eucaristia (perché ci rendiamo conto che cosa sta avvenendo).



LETTURA CORALE


La preghiera semplice
attribuita a San Francesco D’ Assisi


Oh, Signore,
fa' di me uno strumento alla Tua Pace;
dove è l'odio che io porti l'amore.
dove è l'offesa che io porti il perdono.
dove è la discordia che io porti l'unione.
dove è il dubbio che io porti la Fede.
dove è l'errore che io porti la Verità.
dove è la disperazione che io porti la speranza.
dove è la tristezza, che io porti la Gioia.
dove sono le tenebre che io porti la Luce.
Oh Maestro,
fa' ch'io non miri tanto ad essere consolato, quanto a consolare.
ad essere compreso, quanto a comprendere.
ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché donando si riceve;
Perdonando si è perdonati;
Morendo, si resuscita a Vita Eterna.


PADRE NOSTRO
Preghiamo come ci ha insegnato Gesù

 

 

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione
ma liberaci dal male.
AMEN

 

TANTUM ERGO SACRAMENTUM
BENEDIZIONE

APOSTOLI DEL SACRO CUORE DI GESÙ
in LUI lasciamo riposare il nostro cuore stanco e affaticato
saprà colmarlo di nuova forza e di nuovo vigore

 

Trionfo del Sacro Cuore di Gesù

 

 
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