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La Madonnina di Don Placido

11-05-2021 09:30

Il portale del Sacro Cuore di Gesù

Devozioni,

La Madonnina di Don Placido

Il culto e la storia della Madonnina di Don Placido...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Placido Baccher nacque a Napoli il 5 aprile 1781.

I suoi studi all'inizio furono fatti in casa, diventò Terziario Domenicano, nutrì sin da ragazzo una tenera devozione all’Immacolata, di cui la madre era devotissima e che lo portava con sé ogni sabato alla chiesa dell’Immacolata, a Castel S. Elmo.

Durante la rivoluzione napoletana del 1799, che portò all’instaurazione della Repubblica Partenopea, venivano perseguiti tutti coloro che fossero sospettati di fedeltà al re, suo padre Vincenzo fu esiliato, i fratelli Gennaro e Gerardo furono fucilati in Castel Capuano e Placido, giovane buono e ingenuo, che non si occupava di politica, a 18 anni, venne rinchiuso nelle carceri del tribunale di Castel Capuano insieme a molti altri, in attesa della sentenza di morte anche per lui.

Ma la notte precedente il giudizio, ebbe in sogno la Madonna, che lo rassicurò sulla sua liberazione, chiedendogli di consacrarsi a Lei; condotto l’indomani davanti al tribunale straordinario, nel Palazzo Reale, i giudici nel guardarlo, si meravigliarono dell’arresto di quel giovane così inoffensivo e incapace di far del male e quindi ne ordinarono la scarcerazione.

La Madonna lo aveva salvato.

Completati gli studi venne ordinato sacerdote il 31 maggio del 1806.

Prese a fare apostolato in alcune chiese napoletane, instaurando con i fedeli già allora, i raduni del sabato per recarsi alla chiesa dell’Immacolata, ai piedi del castello, finché i superiori lo nominarono, nel 1811, rettore della Chiesa del S.S. Salvatore, già antica chiesa del Gesù, fondata nel 1557 dai gesuiti, nota oggi come la chiesa del Gesù Vecchio.

Devotissimo alla Madonna trasformò la sua chiesa in un fervido centro di devozione mariana, fedele al suo motto “A Gesù per Maria”; fu ardente zelatore del Rosario, da lui considerato arma validissima di apostolato, promosse il culto eucaristico, esortando i fedeli alla Comunione, fece costruire l’organo per rendere più solenni le funzioni religiose, riportò al loro splendore i marmi, i bronzi, suppellettili, arredi sacri e panche.

A don Placido Baccher, la chiesa sembrava una reggia senza regina, allora si fece costruire, dall’artista napoletano Nicola Ingaldi, una statua dell’Immacolata, così come l’aveva sognata la notte della sua prigionia in Castel Capuano; la rappresentazione dell’immagine è complessa e piena di significati mariani e liturgici.

Il culto che si instaurò nel Gesù Vecchio per la Madonna, si diffuse per tutta Napoli e folle di fedeli vi si recavano per le cerimonie del sabato e in particolare nella Novena e festa dell’Immacolata Concezione dell’8 dicembre, che a Napoli è stata sempre particolarmente celebrata.

Il 30 dicembre 1826 avvenne la solenne incoronazione della piccola ‘Madonnina’ concessa dal papa Leone XII, con la partecipazione del re.

In occasione della solenne celebrazione, la Madonna gli parlò per esprimergli il Suo compiacimento e per premiare la fede del suo fedele servo e di tutti i suoi devoti: "Beati i sacerdoti che celebreranno al mio altare e beati i fedeli che vi faranno la Comunione nel sabato seguente alla mia incoronazione" (cioè il sabato dopo il 30 dicembre).

Da allora a tutt'oggi nel "Sabato Privilegiato" c'è un pellegrinaggio continuo di fedeli da tutta Napoli, e oltre, che accorrono all'altare della Madonnina dalle prime ore del giorno fino a sera inoltrata per confessarsi, partecipare alla S.Messa e fare la Comunione. Pellegrinaggio che si ripete ogni 11 del mese.

La basilica divenuta poi pontificia, del Gesù Vecchio, divenne da allora un centro mariano ed eucaristico importantissimo.

Don Placido Baccher morì dopo breve malattia, il 19 ottobre 1851 e come da suo desiderio, venne tumulato dietro l’altare maggiore della basilica del Gesù Vecchio, sotto il trono della Madonna, di cui per 40 anni era stato attivissimo rettore.

 

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